La Malattia del Legionario: legionellosi, origini e cause

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Prevenzione: la strategia da seguire per combattere la legionella!

La malattia del legionario

Informazione: la strada da seguire per renderci consapevoli!

La Legionellosi è comunemente conosciuta come la malattia del Legionario.

Il termine le venne attribuito, per la prima volta, nel 1976,

in seguito ad un’epidemia scoppiata tra i veterani della Legione Americana,

al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia.

Il batterio causa dell’infezione, la Legionella pneumophila, la cui diffusione,

fu attribuita all’aria condizionata dell’albergo,

venne isolata per la prima volta in quell’occasione.

Dove,

221 persone vennero contaminate e 34 morirono.

Tecnicamente,

il batterio Legionella Pneumophila è un batterio non alcool-acido resistente, asporigeno, e non capsulato.

Aerobio, non è in grado di idrolizzare la gelatina, produrre ureasi o fermentare sostanze.

Il batterio inoltre,

non è pigmentato o autofluorescente ed è ossidasi e catalasi positivo; produttore di beta lattamasi.

In altre parole significa che,

il batterio è un parassita intracellulare,

che può contagiare l’uomo e utilizzarlo per riprodursi (sfruttando le amebe o i macrofagi).

Dove si trovano i batteri della Legionella pneumophila?

Quella che identifichiamo come la malattia del legionario, nella realtà,

è composta da oltre

60 specie diverse di batteri della Legionellosi,

suddivise in oltre 70 sierotipi.

Dove,

i batteri della Legionella Pneumophila vengono considerati i più pericolosi per la nostra salute.

Batterio che, predilige ambienti acquatici naturali:

acque sorgive,

acque termali,

fiumi,

laghi,

fanghi,

bacini idrici naturali e artificiali,

con temperature comprese tra i 25 e i 55 °C.

Da questi ambienti,

i batteri raggiungono quelli idrici artificiali attraverso condotte cittadine quali:

quali, serbatoi, tubature, fontane e piscine,

e impianti idrici e sanitari delle abitazioni.

Strutture, che possono fungere da incubatrici per la propagazione,

e contribuire in modo rilevante alla moltiplicazione e la diffusione del batterio,

con seri e quantificabili rischi per la salute del nostro organismo.

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La malattia del legionario: come si trasmette?

Spesso, pensiamo che la malattia del legionario si trasmette, bevendo acqua,

o usando acqua per cucinare.

Assolutamente, no!

La trasmissione avviene, attraverso le vie respiratorie,

mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente il batterio.

L’Istituto Superiore di Sanità spiega che

“le goccioline si possono formare sia spruzzando l’acqua che facendo gorgogliare aria in essa,

o per impatto su superfici solide”.

Istituto Superiore di Sanità

Tanto più piccole sono le goccioline,

tanto più pericolose saranno per la nostra salute.

Infatti,

goccioline con di diametro inferiore ai 5 micrometri (millesimi di millimetro),

possono raggiungere, molto più facilmente la profondità delle vie respiratorie,

portano di conseguenza alla contrazione della malattia.

Quali sono i soggetti più a rischio?

I soggetti più a rischio sono:

anziani,

malati cronici,

pazienti immunodepressi.

Inoltre,

la presenza di fumo di sigarette è stata identificata come un fattore predisponente la malattia.

Conseguentemente,

il rischio di contrarre la malattia, è correlato allo stato di salute del soggetto,

ma,

anche al tempo di esposizione al batterio e al grado di intensità dell’esposizione.

Quali sono, i sintomi della malattia del legionario?

In realtà, la legionellosi, si può manifestare con due modalità cliniche:

Febbre di Pontiac

La Febbre di Pontiac, è una forma simil-influenzale che deve il proprio nome,

ad un’epidemia acuta febbrile verificatasi nell’omonima località del Michigan (USA) nel 1968.

Si presenta come una malattia acuta autolimitante che non interessa il polmone:

dopo un periodo di incubazione di 24-48 ore compaiono febbre,

malessere generale, mialgia, cefalea ed a volte tosse e gola arrossata.

Fonte: legionellaonline.it

La malattia del legionario.

La Malattia dei Legionari, si manifesta dopo un’incubazione di 2-10 giorni, con disturbi simili all’influenza come

malessere, mialgia e cefalea cui seguono febbre alta, tosse non produttiva, respiro affannoso,

sintomi comuni ad altre forme di polmonite. 

A volte, possono essere presenti complicanze come,

ascesso polmonare ed insufficienza respiratoria.

Inoltre,

possono comparire sintomi extrapolmonari, utili ad indirizzare la diagnosi,

quali manifestazioni neurologiche, renali e gastrointestinali.

Fonte: legionellaonline.it

La malattia del legionario: come proteggersi?

Sicuramente,

come per altre situazioni, la prevenzione è la migliore protezione!

Bisogna comunque dire che,

da diversi anni strutture Europee e Italiane,

come l’Istituto Superiore di Sanità,

sono attive nel monitoraggio e nella predisposizione di

linee guida per la prevenzione e controllo della legionellosi .

Linee guida, protocolli e procedure,

utili per prevenire la diffusione e la contrazione della malattia del legionario,

in tutti gli ambienti a rischio.

Difatti,

il Decreto Legislativo 81/2008,

che norma la sicurezza negli ambienti di lavoro, prevede,

una prima fase di accertamento dei rischi e uno step successivo,

nel quale sono previste, l’attuazioni di tutte le misure di sicurezza appropriate.

In ultimo ma, non meno importante,

la prevenzione è anche fare,

una corretta progettazione e realizzazione degli impianti per il riscaldamento e la nebulizzazione dell’acqua.

Ma, là dove l’impianto è ormai già in essere, cosa si può fare?

Dobbiamo considerare che,

diverse strutture sanitarie, RSA comprese, sono posizionate in edifici mediamente datati.

Quindi,

è necessario un monitoraggio costante e interventi,

per prevenire la riproduzione e della diffusione del batterio.

Attualmente,

i metodi disponibili per prevenire la diffusione della legionella,

sono diversi ma, spesso risultano,

efficaci nell’immediato o nel breve termine,

ma, non altrettanto efficaci nel lungo termine.

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Perché, la normale clorazione può non essere efficace contro il batterio della legionella?

La causa principale della presenza della legionella nelle reti idriche è

Il calcare!

E’ la presenza del calcare nelle reti idriche,

che crea l’ambientazione ideale dove la legionella può “nidificare”

In realtà il calcare è la superficie di supporto del Biofilm,

sotto il quale, il batterio della legionella trova protezione.

Il Biofilm o Microfouling, è un’aggregazione complessa di microrganismi,

nel quale trova facile presa il batterio Legionella Pneumophila.

Quindi,

diventa indispensabile per prevenire la nostra salute,

eliminare definitivamente il calcare dalle tubazioni.

La rimozione del calcare incrostato all’interno delle tubazioni di ospedali, case di riposo, strutture ricettive, ristoranti, ecc…

è la più efficace forma di prevenzione che,

possa essere attuata per evitare la nascita di focolai di batteri e la loro diffusione.

In Italia, per combattere la riproduzione e la propagazione del batterio, che causa la Legionellosi,

i metodi a disposizione per il controllo della diffusione sono diversi

ma, come già evidenziato,

efficaci nel breve periodo ma, non altrettanto nel lungo termine.

La scelta del metodo, dipende dalle caratteristiche e dalle problematiche della struttura dove si deve operare.

Mediamente,

vengono utilizzati diversi sistemi per la disinfezione suddivisi in base al mezzo utilizzato:

=> Mezzi fisici di disinfezione

=> Mezzi chimici di disinfezione

P.S. A breve troverai un articolo dedicato ai sistemi utilizzati,

dove approfondiremo i Pro e Contro di ogni mezzo utilizzato.

Se vuoi essere informato sull’uscita del nuovo articolo => Clicca Qui!

Abbiamo visto che, il batterio della Legionellosi si diffonde attraverso inalazione ed aspirazione.

Per questo motivo:

è indispensabile e necessario che,

la manutenzione delle tubazioni e dei raccordi degli impianti di riscaldamento e raffreddamento dell’aria,

sia efficace e continuata nel tempo.

Questo è possibile solamente se,

sulla rete idrica è presente un sistema,

che permetta di mantenere costante nel tempo le tubazioni pulite dal calcare.

Attivandosi, per eliminare del calcare dove è presente,

e svolgere, un efficace azione di prevenzione per evitarne la formazione.

amplificando, l’efficacia del cloro nella sua azione antibatterica,

Vale a dire,

maggiore e costante nel tempo, sarà la manutenzione operata sull’impianto,

maggiore, sarà la sicurezza per le persone

Inoltre,

eliminare il calcare,

ottimizzerà i rendimenti e la durata degli impianti.

Tra tutti i mezzi utilizzati, è rilevante l’efficacia,

di un sistema innovativo brevettato da un Ingegnere Italiano.

Sistema,

che viene installato a monte della rete idrica,

praticamente, subito dopo l’allaccio del contatore dell’acqua,

dove,

con un apparecchio dosatore,

viene immessa nella rete, una miscela di gas ad uso alimentare che,

mescolandosi con l’acqua,

rimuove il calcare e conseguentemente il biofilm, anche dalle tubature datate.

Permettendo così al cloro,

di svolgere efficacemente, anche con dosaggi inferiori, la sua azione antibatterica

Il sistema evidenzia, risvolti positivi anche in termini economici.

Difatti,

l’acqua scorre molto più facilmente e con la giusta portata,

all’interno delle tubazioni prive di calcare e impurità.

Di conseguenza,

la pressione erogata per far scorrere l’acqua sarà inferiore,

come minore sarà la potenza elettrica elettrica,

con il risultato di,

ottimizzare i rendimenti termici riducendo i costi di energia.

Ne consegue che,

con l’utilizzo costante di questo sistema Italiano, si ottengono i seguenti risultati:

I – Azione antibatterica efficace determinata dall’eliminazione dei due elementi, che favoriscono la “nidificazione” della legionella.

II – Riduzione dei costi di energia, con ottimizzazione dei rendimenti termici,

determinati dall’eliminazione continuata del calcare, dalla rete idrica.

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Ciao, al prossimo articolo.

Giacomo

Giacomo Tuvo, nato e residente a Levanto paese di mare della riviera Ligure di levante. La sua mission è condividere soluzioni che portino benefici e vantaggi concreti alle RSA. Svolge la sua attività prevalentemente in Lombardia

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Giacomo Tuvo, nato e residente a Levanto paese di mare della riviera Ligure di levante. La sua mission è condividere soluzioni che portino benefici e vantaggi concreti alle RSA. Svolge la sua attività prevalentemente in Lombardia

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